Dalla bottega agli abissi

bacchi_1

Che sia il silenzio il comun denominatore tra la passione della fotografia subacquea e la presenza in bottega alle sei del mattino da cinquant’anni?

Giovanni Bacchi è un mito della salumeria mantovana. Figlio d’arte, quinto di otto figli, a tredici anni è lì che si beve ogni parola del suo papà. Volonteroso, infaticabile, curioso, lo ascolta quando raccomanda ordine, pulizia, qualità e, sopra ogni cosa, rispetto per il cliente: nel fornirgli i prodotti migliori al miglior prezzo.   
E’ ancora un bambino in quella bottega all’inizio di Pradella, ma nel dopo guerra si diventava presto uomini. Serio e socievole per natura Giovanni si è sempre trovato bene dietro un bancone a consigliare l’affezionata clientela: che ricambia dandogli fiducia da generazioni. Eh sì, perché il nostro ne ha fatta di strada. Ha visto piangere i suoi genitori quando le ruspe hanno buttato giù la vecchia casa bottega, ma lui no, lui andava avanti. Negli anni ’60 si mette in proprio in affitto nel negozio di via Orefici: non si può permettere macchinari e prodotti, ma i fornitori lo aiutano con dilazioni di pagamento, appoggio e consigli. Comincia così un’avventura che ancora vede questa eccellenza sopravvivere, quasi un unicum, alla concorrenza dei supermercati. Piano piano il mestiere fa la differenza, la clientela premia l’impegno di Bacchi che all’onestà unisce un ingrediente raro: la capacità di ascolto. Lui lo ammette, è chiuso tra quelle quattro mura dalle sei del mattino alle nove di sera: ma sa captare gli umori dell’esterno, i suggerimenti dei fornitori e quelli, anche indiretti, dei clienti.

bacchi_2

Da uno spaccio con ogni genere di prodotto è passato negli anni a una selezione sempre più ristretta ed oggi i tre punti di forza sono concentrati in salumi, mostarde e formaggi. Un podio che non ha rivali in una bottega che è diventata di proprietà, con tanti sacrifici e con gli stessi fornitori di sempre. Da quando poi si può aprire anche la domenica, il Giovanni lo potete trovare sempre qui col sole e con la pioggia. Ha sacrificato anche la passione per la fotografia che pure gli ha dato grandi soddisfazioni. Ci andava di domenica in macchina coi “giovani” che lo sfottevano anche un po’ perché ai concorsi arrivava sempre secondo, finché un giorno l’ha promesso: prenderò il primo premio. E l’ha preso. Oggi il ricordo di quelle gite negli abissi è affidato alle fotografie incorniciate in bottega: testimonianze di una passione importante, sacrificata per il lavoro che, solo l’affetto per le tre figlie e i sette nipoti, può bilanciare.

di Mara Pasetti

bacchi_3

Un evento a cura di