Dalla cantinetta al Sol Levante

ricchi_3C’è una vasta porzione di terra nell’alto mantovano coltivata a vite: uno spettacolo osservare i filari che assecondano la linea sinuosa delle colline moreniche!

In un borgo, denominato da tempo antico Ricchi, all’inizio del ‘900 nonno Enrico Stefanoni cominciò a progettare di piantare nel proprio podere la vigna. La famiglia d’origine era composta da quattro fratelli: a lui spettò, nella divisione, una porzione di casa e una piccola parte di terreno dove c’erano dei vigneti sparsi e disomogenei per le diversità di qualità di uve coltivate insieme. Lui comprese che per la conformazione del terreno, oltre al prodotto che poteva dare un minimo di reddito, visto le grandi siccità dei tempi, la zona era adatta alla coltivazione della vigna.

ricchi_1

La sua intuizione fu confermata, e il figlio Vittorio era solito ascoltarlo dire che tutto quello che vedeva il suo occhio un po’ alla volta sarebbe divenuto un grande vigneto. Proprio a lui si devono una cantina, sempre più ettari coltivati, commercio con vino in damigiana e i primi imbottigliamenti dei vini a denominazione d origine controllata Garda colli mantovani concessa nel ’76: con chiaretto, rosso e bianco e poi successivamente merlot chardonnay, pioniere della produzione dello spumante metodo classico. Nel frattempo si abbandonò il piccolo allevamento, la coltivazione di cereali e di mais per diventare una azienda esclusivamente vitivinicola.

Questa cantinetta, incastonata nella collina, pian piano si è sviluppata in tutte le direzioni fino a diventare l’edificio attuale. Ai figli di Vittorio, Claudio e Giancarlo, si devono nuovi sistemi di produzione: con loro la filosofia cambia completamente. Le rese produttive per ettaro divengono molto basse, alle botti in cemento vengono affiancate le piccole botti di legno per la maturazione di alcuni vini, il processo produttivo si fa innovativo abbinando tradizione a tecnologia: insomma grande rispetto dei tempi di campagna e cantina, privilegiando la qualità. E inoltre, e non è un dettaglio da poco, attenzione per l’ambiente con l’introduzione di impianti fotovoltaici e biomassa utilizzando il legno da potatura dei tralci della vigna. Ad oggi la produzione totale è di circa 360.000 bottiglie con 42 ettari a vigneto.

ricchi_2

Di pari passo va lo sviluppo aziendale che, puntando sul marketing, ha contribuito a conquistare nuovi mercati, mi racconta Chiara, moglie di Claudio: sono Svizzera, Danimarca, Germania, Olanda, Brasile, Giappone, oltre naturalmente all’ Italia. Quest’anno sono state esportate le prime bottiglie in Cina, nuovo mercato per l’azienda Ricchi. Chiedo a Chiara, come sono i compratori stranieri e si sofferma con ammirazione sui giapponesi: che sono molto attenti, si informano sui dettagli, vogliono sapere tutto dei vini che selezionano. I cinesi sono conoscitori di merlot e cabernet, vini abitualmente prodotti dalla cantina. Vorrebbero spendere poco, tuttavia sono molto attenti all’estetica della bottiglia.

Mi guardo attorno ammirata per l’atmosfera che si respira nel periodo della vendemmia. Ci sono un gruppo di stranieri al bancone e Chiara serve loro una degustazione di vini. Con calma e professionalità, anche se tutt’attorno vi è un grande fermento lavorativo!

La famiglia Stefanoni è composta oggi da sei persone cui si aggiungono quattro dipendenti fissi. Gli stagionali impiegati sono sei, sette persone che arrivano a venti per la vendemmia fatta a mano. Un dettaglio importante poiché parte dell’uva viene lasciata per un certo tempo nelle cassettine ad appassire per la vinificazione, per vini più complessi nella produzione.

ricchi_4

Quando Chiara parla della cantina si illumina giustamente d’orgoglio: “i vini che ci danno più soddisfazioni sono la linea spumanti e la cru, la linea del Garda per il rispetto del vitigno e il Garda colli mantovani “.

Ma l’azienda Ricchi non si ferma qui: nell’immediato futuro prenderà parte ad un nuovo progetto che la vede partecipe nell’apertura di un agriturismo che metterà a disposizione degli ospiti 14 stanze, una piccola zona relax e servizio di ristorazione. Il complesso, denominato La Casina, sorge a Cavriana su dodici ettari di terra di proprietà della famiglia Stefanoni.

Tutto promette di essere di eccellente qualità, nel rispetto della tradizione enogastronomica locale: di sicuro si berrà un buon vino. Prosit!!

di Mara Pasetti

Un evento a cura di