FRANCESCO MARTANI e RENE’ RIJNINK – ASSONANZE ESTETICHE

martani_rij-locandinaZanini Arte in collaborazione con il museo di arte moderna Ca’ la Ghironda è lieta di invitarvi al prossimo Vernissage della MOSTRA DOPPIA PERSONALE di FRANCESCO MARTANI e RENE’ RIJNINK — ASSONANZE ESTETICHE

a cura del Prof. GIANFRANCO FERLISI

DOMENICA 7 Maggio alle ore 18.00

Con il Patrocinio del Comune di San Benedetto Po

7 MAGGIO – 4 GIUGNO 2017

In questa sua ultima fatica Francesco Martani ha  lavorato fianco a fianco con l’olandese René Rijnink: ed ecco ventiquattro tele della stessa misura, tutte trattate con la stessa partita di oli e di acrilici, dodici tele per ciascun autore. In una ritrovata Arcadia, nell’atelier di Martani, a Ca’ la Ghironda, sulla collina dai dolci pendii nei pressi di Zola Predosa, colore e poesia si sono coniugati nelle tele di due artisti diversi, in un confronto serrato, rasserenante e avvincente, in una dinamica sollecitazione a dibattere sui reciproci punti d’arrivo. È da queste tensioni estetiche che è scaturita una piattaforma generativa di ricerca e di coinvolgimento, in grado di contagiare e di far deragliare dalle reciproche routine entrambi gli artisti. I segni magici dell’alfabeto dell’arte, muti testimoni, sono passati da una mano all’altra per stimolare un prolifico percorso emulativo, un lavoro di scambio e di reciproche citazioni, una serie di assonanze ricercate e volute.

GLI AUTORI

Francesco Martani

Francesco Martani è nato a Mantova nel 1931. Ha trascorso l’infanzia a San Benedetto Po, respirando l’anima e gli umori di un’indomita gente del fiume. Sin da ragazzo ha copiato i classici ed ha dipinto paesaggi e figure del mondo rurale. Dopo il liceo a Mantova e la scuola di disegno del professor Tegon, conseguita la laurea in medicina e chirurgia presso l’università di Bologna, per scopi scientifici ed artistici ha effettuato lunghi soggiorni a Ginevra, a Parigi e negli Stati Uniti. Ha alternato la pittura con periodi dedicati alla scultura, le cui opere da oltre 30 anni ha realizzato nelle fonderie d’arte e nei laboratori del bronzo di Pietrasanta. Dopo varie esperienze espressive, nella sua piena maturità, ha spontaneamente aderito ai suggerimenti dell’informale internazionale per tornare poi ad una visionarietà simbolico-figurale delle profonde mutazioni della psicologia dell’uomo contemporaneo e del mondo che lo circonda.

Pierre Restany ha di lui scritto:

 “Martani ha una pittura intesa come strumento di conoscenza; è infatti attraverso l’arte pittorica, come senso di un impulso esistenziale, che l’io tenta di definire meglio il profilo approssimativo dei suoi concetti: egli passa dalla materia magmatica bacillare ai più estesi sistemi di segni calligrafici, transitando per il repertorio delle forme più semplici del cosmo e della natura… Le esegesi di Martani sono così numerose e intimamente ricche di sentimenti; è sempre stato sottolineato di questo artista il carattere analogico di questa sua ascesa”.

Ha effettuato plurime mostre collettive e personali in Europa e negli Stati Uniti. Nel 1986 ha avuto il Padiglione Arte e Ecologia alla Biennale. Nel 1987 è stato presente a Milano, al Palazzo Esposizione Permanente. Infaticabile, inoltre, la sua attività di animatore culturale che, soprattutto nella creazione del Centro Museale di Arte Moderna e Contemporanea, nonché Giardino della Cultura Europea, – attraverso la Fondazione di Ca’ la Ghironda a Ponteronca di Zola Predosa – lo ha visto come l’ideatore di un originale e avveniristico modello percettivo fra arte e natura. Poche altre opere, come quelle di Francesco Martani, possono vantare, nel panorama artistico internazionale di questi ultimi dieci anni, un’attenzione della critica così estesa e prestigiosa.  Fra coloro che hanno scritto, basti ricordare fra gli altri: Giulio Argan, Natalia Aspesi, Bruno Bandini, James Bech, Pietro Bellasi, Giancarlo Bernuti, Mateo Berrueta, Carlo Bo, Roberto Bonini, Gianni Boselli, Luciano Caramel, Flavio Caroli, Lino Cavallari, Giorgio Celli, Claudio Cerritelli, François Clement, Raimond Clermont, Vittoria Cohen, Giuseppe Cordoni, Emilio Corradini, Giorgio Cortenova, Enrico Crespi, Umberto de Grandi, C.R.Doneufcourt, Francesco Donati, Gillo Dorfles, Jacques Dubois, Silvia Evangelisti, Enzo Fabiani, Alessandra Finzi, Nelson Geggery, Raul Grassilli, Emanuele Herodiniceau, Bert R.Krasnoff, Janus, Jean Pierre Jouvet, Lucio Lanza, Paolo Levi, Fred Licth, Renzo Margonari, Ugo Mazzei, Filiberto Manna, Gino Montesano, Mario Monteverdi, Smith Mooney, Mario Omiccioli, Tommaso Paloscia, Sulla Papa Mor, Stephen Pepper, Oscar Piva, Andrea Polverini, Donald Reyer, Pierre Restany, Remo Ricci, Denis Roger, Ugo Ronfani, Enzo Rossi, MimmoRotella, Fabio Monaco Roversi, Giorgio Ruggeri, Roberto Sanesi, Gregorio Scalise, Lucette Schouler, Giorgio Seveso, Franco Solmi, Remo Spartaco, Aldo Spinardi, Toni Toniato, Maurizio Torrealta, Gino Traversi, Tommaso Trini, Toni Valle, Dino Villani, Luigi Zagni.

“Oggi, 18 Aprile 2016, ho terminato l’ultimo disegno di un  gruppo di opere iniziate alcuni anni fa, perché la comparsa di un tremore assai accentuato alla mano destra mi impedisce l’accessione ai particolari del disegno, e quindi mi sono affidato soprattutto al colore ed alla materia. Queste mie ultime opere hanno una gestazione drammatica, legata particolarmente al colore attraverso varie fasi che hanno impostato la mia vita, ed attraverso l’eliminazione progettuale di elementi morfologici essenziali, al punto da rendere apparentemente superficiale il mio lavoro. In tali opere ho messo, però a frutto, la mia essenzialità, conservando la spontaneità durevole, la forma essenziale come definitiva. Ho ritratto gli elementi conclusivi più importanti della mia vita, cercando di accordare la manualità del mio lavoro con gli accordi del mio animo. Tutte queste mie forme riprendono morfologie trattate più volte e quindi nel mio animo sono ben scolpite. Qui ho sempre utilizzato colori primari per meglio realizzare i miei sogni, ma sempre nella più piena libertà, sia nel contenuto che nel fine artistico. Questa tecnica non ha cancellato il mio espressionismo astratto della processualità mentale, ma lo ha reso meno profondo e un po’ lontano dalle neuro scienze,  anche se il significato apparentemente semplice di queste opere, non conosciute morfologicamente, cattura l’attenzione dello spettatore e spingono me stesso verso un’analisi profonda, attraverso una morfologia anomala in me, Questo mio urlo di speranza è condizionato da questa patologia neuronale che si ripercuote sui miei arti. Perciò devo indipendentemente dalla mia qualità, traghettare dal mio eclettismo atemporale ed astratto, in unità nuove, eseguite qua e là da altri autori dei secoli precedenti, soprattutto da Henry Matisse, quando illustrava coi suoi disegni i tanti libri. Egli utilizzava le interpretazioni statiche nelle sue opere, attraverso le rappresentazioni della natura più varia al fine da caratterizzare anche le morfologie umane, come tutto un paesaggio di contemplazione, cui corrispondevano cambiamenti ideali della sua funzione. Io non necessito di illustrare alcunchè, ma ho solo desiderio di deporre alcuni miei reconditi concetti utilizzati da episodi, da esporre poi, assieme al mio amico olandese Renè. Le mie mani hanno perso della tattilità e pertanto mi sono accontentato di un dialogo ampio e lungo per colmare poi col colore e la materia, al fine di dare la possibilità ai miei fruitori, il valore tattile essenzialmente legato all’esercizio del sentire. Le mie opere sono un po’ guaches, come dovessi stampare una immagine anomala ricca di energia, ho cercato di andare al cuore dei fruitori, attraverso la coscienza estetica delle mie illustrazioni, per dare qualità al programma artistico. I colori essenziali si sostengono da soli, acquistando qualità nell’unione di rossi, bianchi, neri, blu, gialli e verdi, colori che sapientemente equilibrati, riescono a dare stranezze e stravaganze ed espressione alle illustrazioni in un tempo in cui la moda, ha superato con i colori e le forme, le più svariate sensibilità formali, nel mondo della comunicazione culturale. I colori dell’olandese, sardo, Renè, mi hanno spinto a rivelare la mia libertà, nell’utilizzo di vari motivi con questa tecnica lineare ed anche anagrafica, per esaltare la qualità morfologica umana e della natura ed armonizzare idee cristallizzate in un  tempo recondito, depositato nelle cellette alveari della mia psiche nella visione artistica intellettiva e ludica.”

Francesco Martani

Renè Rijnink

Renè Rijnink nasce ad Amsterdam, Olanda, il 12 dicembre del 1949. Prima lezione nell’atelier del noto pittore Gerrit Van’t Net in Amsterdam. Dal 67 al 72 frequenta l’accademia d’arte all’Aja,  sotto la guida di Nol Kroes e George Lampe. Ad Anversa, in Belgio, effettua studi sulla pittura fiamminga su James Ensor e Gustave Van De Woestijne. Dai tempi dell’Accademia realizza opere di grafica ispirate al surrealismo e simbolismo, litografie su pietra, incisione, acquaforte, acquatinta etc. Negli anni novanta la sua ricerca pittorica ha avuto forte influenze cubiste e futuriste, ma nell’ultimo periodo il suo linguaggio segna un forte espressionismo figurativo. Da un decennio si cimenta altresì in ceramica dipinta ad acrilico che rispecchia pienamente il suo stile pittorico. Dopo vari viaggi decide di vivere in Sardegna, dove tiene la sua prima personale a Cagliari nel 1974 presso la Galleria degli Artisti e da  allora ha allestito numerose mostre personali e collettive sia in Sardegna che nella penisola che all’estero. Nel 1980 ha condotto su Radio 3 una trasmissione d’arte dal titolo “Senza cornice”. Nel 95 si è aggiudicato il premio internazionale “San Valentino d’oro” a Terni. Persona eclettica, Renè Rijnink  ha illustrato copertine di libri e dischi, si è cimentato in sceneggiature teatrali, ha realizzato alcuni murales, una pala d’altare e ha insegnato disegno e pittura presso una scuola privata. Negli ultimi anni ha tenuto mostre personali a Villano Vaforru, a “La Bacheca”, alla “Beaux-Arts”, alla “Exmà” a Cagliari e alla “S. F. A.” a New York. Mostre collettive a Reggio Emilia, Piombino, Anversa e ad Amsterdam. I suoi quadri si trovano in permanenza in gallerie d’Arte a Cagliari, Pistoia, Amsterdam, Anversa, Den Haag, New York.

“ecco, io sono cresciuto così, come tanti altri pittori di Amsterdam, cercando di fare una pittura onesta, vera, bella da guardare e bella da dipingere. Non voglio per forza fare arte moderna o imporre stili o inventare forzate novità. Cerco di dipingere in un modo che mi rispecchia, in un linguaggio che comunica, nel quale mi ritrovo e che mi fa contento. Se popi fa contento qualcun altro, meglio così…  Cerco di dipingere quadri che stanno in piedi da soli, che non hanno bisogno di spiegazioni, che vivono per conto loro..”

Renè Rijnink

Via Virgilio 7, San Benedetto Po (Mantova)

Tutti i giorni: 10-12 / 15.30-19.00

zaninicontemporary@gmail.com / 360.952089 – 335.6716531

www.zaniniarte.com

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Un evento a cura di

Zanini Arte

Galleria d’arte antica, moderna e contemporanea che affonda le proprie radici nella passione per il collezionismo e nella ricerca di opere autentiche di alto valore.