GLI ZANINI: 100 ANNI PER UN’ARTE SENZA TEMPO

Continua il mio viaggio tra le persone che hanno creato le aziende di MeglioMantova. Per gli Zanini dobbiamo risalire al 1914 quando nonno Antonio inforcava la bici e sole o neve, pioggia o bruma, pedalava da Portiolo fino a Mantova per andare a lezione di disegno dal prof. Pescasio. Ché lui il disegno ce l’aveva nel sangue come la pignoleria e la determinazione. La ‘malattia del tarlo’ invece l’aveva ereditata da uno zio maresciallo dei carabinieri che, coi soldi della pensione, aveva avviato una bottega d’antiquario vicino a Milano.

Dopo vent’anni passati a progettare i mobili in stile liberty e decò secondo le linee del tempo, Antonio decise di spostare il laboratorio  a San Benedetto Po e qui lo raggiunse anche lo zio. Nascono Arturo e un fratello maggiore, entrambi dotati di grande manualità, ma è il primo a ereditare la passione per gli ingranaggi – fin da ragazzo montava e smontava orologi con pazienza certosina – e per il collezionismo, che ancor oggi è la passione che anima le sue scelte.

Arturo racconta la sua esperienza precocissima accanto al padre, dice di un suo disegno che ancora conserva: era la base per un mobiletto da costruire tutto a mano, incastri a coda di rondine per i cassettini che dovevano essere così perfetti da ‘tenere’ anche senza la colla. Da quel mobiletto non si è separato mai!

E poi ha incontrato Denis – così la chiamano tutti, anche i due figli – e con lei l’attività di famiglia ha conosciuto parecchie svolte, perché è a lei che ‘i suoi uomini’ attribuiscono l’anima dell’azienda. Così negli anni ’50 il laboratorio si occupava di serramenti e restauri d’arte sui mobili antichi. Di giorno, ché di sera, alla chiusura, dimenticandosi di desinare, si partiva col furgone alla ricerca di pezzi rari da collezionare, da scambiare. Oppure si raggiungevano amici artisti come Giorgi o Bellintani e con loro si faceva l’alba parlando di pittura. “Ho imparato tanto da loro” ricorda Arturo con nostalgia.

È questa l’atmosfera che hanno respirato i figli Alfredo e Davide che oggi, dopo molti anni dedicati alle mostre antiquarie in giro per la Penisola, continuano e rinnovano la tradizione di famiglia. Il primo, più concreto, ha avuto l’idea di allestire un delizioso B&B nel cuore antico del Polirone, a due passi dal Refettorio del Correggio. Arredato con mobili antichi e quadri d’epoca – e qui c’è lo ‘zampino’ della mamma che ha firmato non poche case nel mantovano – accoglie ospiti e amici in visita.

In questi ultimi anni gli Zanini hanno scommesso sulla loro cittadina e sono partner attivi col Comune per gli eventi artistici. In questo hanno avuto un alleato prezioso nel prof. Martani, amico e concittadino che, da grande collezionista di arte contemporanea, ha influenzato l’ultima passione famigliare.

E qui entra in scena Davide, il fratello più sognatore. Istruito alle arti e al restauro di tele e tavole, con un talento per il disegno e una manualità di origine genetica, quando si sente pronto, inaugura la fase espositiva incentrata sulla contemporaneità. Mostre, eventi, presentazioni, ospiti illustri che avranno il loro culmine nell’ imminente esposizione “ Arte a 360° – L’antico incontra il contemporaneo “: in questo titolo c’è l’abbraccio di un’intera famiglia ai suoi componenti e ai loro variegati,complementari talenti. Perché è risaputo: squadra che vince non si cambia!

di Mara Pasetti

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