DI PADRE IN FIGLIO IN NIPOTE

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Tanta gente, bella gente sorridente, mantovani per lo più, era presente al Caffè Sociale per la sua riapertura. In una sera del settembre più mite che si ricordi, la città si è riversata in piazza Cavallotti affollando i tavolini all’aperto. È bastato il passaparola.

Marco Gialdi era lì ad accogliere tutti con un sorriso convinto. In molti si sono spesi per convincerlo a tornare nel luogo che l’ha visto emergere in questo settore: la Segafredo, la direzione del Teatro Sociale, la città intera si può dire. Lui ci ha riflettuto, ne ha parlato con i collaboratori e con la figlia già coinvolta negli aspetti gestionali dell’attività. Soprattutto Marco ha pensato al suo papà, che ha fatto in tempo a benedire questa scelta, questo ritorno alle origini. La riapertura dunque si può leggere come una sfida raccolta, ma anche come un omaggio a lui. E Marco si concede una commozione tenuta a lungo a bada.

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Il Caffè Sociale, completamente ristrutturato, offre un servizio a orario continuato dalle sette del mattino a mezzanotte. Fiore all’occhiello del quartiere che si sta riqualificando con l’importante intervento urbano di Pradella, punta ad accogliere una clientela prevalentemente cittadina. Fuori dall’area pedonale e conosciuto da tutti, il bar si avvarrà di uno staff personalmente formato da Marco e introduce la novità del pranzo di mezzogiorno con piatti semplici, ma sempre con l’attenzione alla qualità del prodotto enogastronomico.

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Ci sarà anche il salotto buono del foyer del teatro ad ospitare gli avventori soprattutto nella stagione fredda, ma nulla impedirà, c’è da scommetterlo, ai giovani di preferire l’esterno per il rito dell’aperitivo serale. E il colpo d’occhio da questo punto di vista privilegiato spazierà fra poco tempo verso quel cannocchiale urbano che promette d’essere la nostra via più bella. Già lo sapevano nei secoli passati, se si ricorda che da qui passavano i cortei di re e imperatori in visita alla città entrando da Porta Pradella. Cortei che sono nella nostra memoria storica collettiva e che parlano di un biglietto da visita degno di una città dal passato glorioso che guarda al futuro con ritrovata eleganza.

di Mara Pasetti

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